Solidarietà internazionale
Donna e Pari Opportunità
Dialogo interculturale
|
| |
|
index/progetti/promozione & opportunità/l'imprevisto e la vitaGiovani e genitori di fronte
alla possibilità di una gravidanza inattesa.
Il progetto, ideato dalla Fondazione Famiglia Materna in collaborazione con il Servizio Attività Sociali del Comune di Rovereto, ha coinvolto tra novembre e dicembre del 2006 circa 300 studenti degli ultimi due anni di tre scuole superiori di Rovereto.

I suoi obiettivi erano:
-
informare e formare gruppi di giovani sul tema della responsabilità genitoriale;
-
coinvolgere i genitori attraverso i figli, facilitando la comunicazione e lo scambio di esperienze tra generazioni diverse;
-
sensibilizzare i partecipanti al progetto sulla realtà di disagio famigliare e sociale presente sul nostro territorio.
Il progetto ha puntato su metodologie bottom-up, ossia che partissero dall’esperienza diretta e dai vissuti personali per porre domande e possibili soluzioni.
Il percorso formativo si è articolato in cinque momenti:
- Un incontro di presentazione nelle scuole che ha visto la partecipazione attiva dei ragazzi, grazie anche dalla proiezione di un filmato contenente testimonianze dirette e storie di vita di giovanissime ospiti;
- una visita guidata alla Fondazione, che è stata vissuta come occasione di incontro diretto con “testimonials” (operatori e ospiti del centro) e che ha generato un forte impatto emotivo e riflessivo nei giovani partecipanti;
- un laboratorio educativo, coordinato da una psicologa, in cui è stato svolto un lavoro di analisi e di rielaborazione delle emozioni e degli atteggiamenti scaturiti dall’incontro con le giovani mamme;
- un laboratorio espressivo, attraverso il quale i ragazzi sono stati aiutati e sollecitati a comunicare verso l’esterno con mezzi creativi le esperienze vissute;
- una serata conclusiva in stile “tavola rotonda”, che a coinvolto anche i genitori dei ragazzi con domande e risposte sul tema di essere e diventare genitori.
Fatta eccezione per gli incontri di presentazione nelle scuole, il progetto ha coinvolto 25 ragazzi che, su base volontaria, hanno partecipato alle attività sopraccitate in orario extra-scolastico.
Il percorso svolto ha permesso agli studenti di rendersi conto di come l’esperienza di una gravidanza inattesa porti con sé non soltanto incertezze e difficoltà, ma possa essere anche uno stimolo per ripensare il proprio stile di vita e le priorità da dare alle proprie scelte, trasformando talvolta una condizione drammatica nella conquista di nuove possibilità di relazione e di realizzazione personale. L’iniziativa ha suscitato nei giovani un grande interesse e provocato molte domande, proprio sulla responsabilità e sul significato del divenire madri e padri, sui rapporti tra genitori e figli, sull’accoglienza della vita, sulle difficoltà davanti a scelte così importanti. Molti ragazzi hanno riconosciuto il ruolo fondamentale della famiglia come risorsa di fronte alle difficoltà.
I partecipanti hanno sentito spontaneamente il bisogno di divulgare le proprie riflessioni/comunicazioni a coetanei ed adulti, attraverso varie forme: cartelloni, volantini, lettere aperte ed anche un’intervista realizzata da tre studentesse con il quotidiano “L’Adige” il 5 marzo scorso e pubblicata nei giorni successivi.
Nella lettera aperta ai coetanei e ai genitori alcune ragazze scrivono:
“L’incontro con una giovane mamma che ci ha raccontato la sua storia, con accanto la sua bimba (…) ha suscitato in noi delle forti emozioni. Prima di fare questa esperienza di fronte ad una ragazza della nostra età che rimaneva incinta tendevamo a giudicarla negativamente, ma soprattutto sentivamo questa realtà molto lontana da noi, e in questo modo ci ha fatto capire che non bisogna mai dare giudizi affrettati sulla scelta di tenere o meno il bambino”.
Nelle tre scuole che hanno aderito all’iniziativa sono sorti spontaneamente gruppi di interesse mentre due ragazze fra quelle partecipanti ed un genitore hanno dato seguito al progetto impegnandosi anche in attività di volontariato a sostegno di madri e bambini in difficoltà.
|
|