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“Oltre la porta chiusa” Approccio integrato per la gestione del conflitto e della violenza familiare.



Nel 2008 la Fondazione Famiglia Materna ha collaborato, insieme al Comune di Rovereto (capofila) e alla Cooperativa Punto d’Approdo, ad un progetto sul bando della L.P. 8/2005 “Promozione di un sistema integrato di sicurezza e disciplina della polizia locale”, dal titolo “Oltre la porta chiusa”.


Il progetto, conclusosi il 3 giugno 2009 con il seminario”La violenza intrafamiliare e la gestione del conflitto: un modello di intervento integrato”, si è posto l’obiettivo generale di sviluppare un nuovo metodo di intervento riguardo alle situazioni di conflittualità familiare, facendo riferimento a due principi generali:

 

  • 1) la necessità di distinguere tra violenza e conflitto e di diffondere la cultura della gestione del conflitto, che può essere considerato anche come una risorsa per la crescita e l’apprendimento, per aiutare la famiglia a prevenire le forme più gravi di violenza, fino all’omicidio;
  • 2) l’opportunità di proporre interventi rivolti agli offenders (comprensione della causa del comportamento violento, processo di consapevolezza, rieducazione, ecc.), senza in tal modo sminuire la gravità dell’atto compiuto, ma assumendo un atteggiamento di aiuto e sostegno nelle relazioni;
Principali attività svolte
  • Composizione del Gruppo di Coordinamento: condotto da un esperto formatore, ha coinvolto i tre enti copromotori del progetto: il Comune, la Fondazione Famiglia Materna e la Cooperativa Punto d’Approdo. Compito del Gruppo di Coordinamento è stato individuare gli elementi di efficacia all’interno di alcune buone prassi esaminate e arrivare ad una proposta metodologica frutto di un percorso fortemente partecipato con il Gruppo Interistituzionale.
  • Il Gruppo Interistituzionale: allo scopo di porre delle basi concrete rispetto all’implementazione del modello integrato da parte degli attori deputati ad intervenire sotto vari aspetti nell’ambito della conflittualità e violenza familiare, sono stati svolti degli incontri formativi.
  • La mostra interattiva: è stata proposta specificatamente ai giovani, ai ragazzi e al mondo della scuola, per rivedere le proprie concezioni sul conflitto e la violenza, rivisitare stereotipi e comportamenti inadeguati e andare verso nuove capacità di gestione dei conflitti. Tale iniziativa è stata inserita nel progetto in un’ottica preventiva e di diffusione di una cultura in grado di risolvere i conflitti in senso cooperativo e non distruttivo attraverso l’ente formativo per eccellenza, ossia la scuola.
  • Il Seminario Formativo finale: tale evento si è posto come momento di restituzione al territorio attraverso l’illustrazione degli aspetti teorici e operativi che caratterizzano il modello e attraverso workshop e lavori di gruppo che hanno consentito ai partecipanti di “appropriarsi” di quanto proposto attraverso la messa in gioco personale.

Istituzioni, Associazioni, Servizi del territorio provinciale che hanno partecipato al progetto
Tribunale per i Minorenni di Trento, Servizio alle Politiche Sociali e Abitative della Provincia Autonoma di Trento, Servizio Autonomie Locali della Provincia Autonoma di Trento, Comprensorio della Vallagarina, Commissione Provinciale Pari Opportunità, Commissione Pari Opportunità Comune di Rovereto, Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari Distretto della Vallagarina – Servizio di Alcologia – Consultorio Famigliare, Pronto Soccorso del presidio ospedaliero S. Maria del Carmine, Ordine degli Avvocati di Rovereto, Polizia Municipale del Comune di Rovereto, Associazione Laica Famiglie in Difficoltà, Ministero di Grazia e Giustizia - Casa circondariale di Rovereto, Università degli Studi di Trento - Facoltà di Scienze Cognitive, Istituto Provinciale per la Ricerca, Aggiornamento e la Sperimentazione Educativi ( IPRASE), Centro Antiviolenza di Trento, Compagnia dei Carabinieri di Rovereto.
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