storia

 
 

» 2009
» 2008
» 2007
» 2006
» 2001
» 1988
» 1986
» 1985
» 1983
» 1975
» 1974
» 1944
» 1943
» 1940
» 1933
» 1919

 

index/chi siamo/storia

Un aiuto concreto alle donne in difficoltà


Famiglia Materna trova i suoi natali nell'incontro fra una donna, Maria Lenner (nata a Rovereto nel 1884), ed una ragazza madre. Questo episodio, avvenuto nel 1919, spinge Maria Lenner a recarsi dal suo direttore spirituale, il noto francescano Padre Emilio Chiocchetti, proponendogli di aprire un asilo per accompagnare e sostenere le donne colpite dal dramma di una gravidanza illegittima.



Padre Chiocchetti sostiene l'iniziativa, spronando Maria a dedicare le sue energie per la costituzione di un'opera di carità. L'obiettivo iniziale, che poi costituirà lo scopo principale della Fondazione, è quello di permettere a queste donne ed ai loro figli di vivere serenamente insieme, con dignità e autonomia, formando una “famiglia materna”, laddove è impossibile la famiglia parentale. Tale proposta, che introduce nei primi decenni del Novecento un modo totalmente nuovo di accompagnare le ragazze madri in un percorso di crescita a livello personale e genitoriale, trova accoglimento fra amici e conoscenti di diversa estrazione sociale.


Nel pensiero dei promotori, “ Famiglia Materna non deve essere né un penitenziario, né un Convento ... ma essenzialmente una famiglia cristiana - fatta di lavoro, attività, letizia ... Avrà una casa linda, piacevole, gaia - soprattutto gioiosa - Sarà inondata di sole ... e offrirà a tante povere figliuole un cuore aperto al loro sconforto " (dalla Lettera di Propaganda, 1919) .

Breve storia dell'Opera Famiglia Materna
2009:
3 ottobre 2009
Famiglia Materna celebra i suoi 90 anni di attività



Aprile 2009

in seguito all’approvazione di un progetto presentato sul Bando Provinciale 2008 di Promozione della Famiglia, viene aperto a Riva del Garda, presso la sede di via Montessori 6, un nuovo Centro Freeway, sul modello di quello già consolidato a Rovereto.

2008:

grazie alla cessione dei locali in comodato d’uso gratuito da parte della Parrocchia S. Marco, viene aperta la nuova Foresteria Sociale S. Carlo. Essa è composta da 6 appartamenti situati in centro (piazza Damiano Chiesa n. 8). Storicamente l’edificio è stato il primo nucleo del Monastero delle Clarisse (1600 circa) e, in seguito alla ristrutturazione, i locali sono stati messi a disposizione di famiglie che si trovino in situazione di bisogno contingente, ma che siano in grado di gestirsi autonomamente.

2007:

A Faccioli subentra il prof. Alceste Santuari, che ha condiviso a lungo, con l’incarico di vice presidente, l’esperienza del Consiglio di Amministrazione. Egli assume la presidenza con l’impegno di continuare non “nel ricordo di”, ma “nel segno di” Sergio.

2006:

Il giorno 8 agosto, all’età di 54 anni, viene a mancare improvvisamente il presidente, Sergio Faccioli, colpito da infarto durante una passeggiata sul Brenta. Scrive il Consiglio di Amministrazione. “Guardiamo con gratitudine a tutto ciò che Sergio ha realizzato con passione e intelligenza; siamo grati per la sua umanità spesa in questi anni in mezzo a noi, ci ha testimoniato il vigore e la bellezza che nascono dal riconoscere la familiarità della Presenza del Signore nella nostra vita”.

2001:

Grazie al sostegno economico della Provincia Autonoma di Trento ed alle risorse patrimoniali nel frattempo accantonate , viene ristrutturato parzialmente il vecchio edificio e realizzato un nuovo volume nel quale sono ricavati 10 nuovi alloggi per famiglie in difficoltà, i nuovi uffici , un un’ampia zona comune (auditorium, cucine, mense, sala riunioni). Viene rinnovata la Casa di Accoglienza e realizzato, al posto dei vecchi uffici , un servizio di accoglienza diurna per minori . Le nuove strutture permettono l’apertura di nuovi servizi (Progetto “Vivere Insieme” e “Freeway”).

1988:

Dopo quindici anni di intensa attività , prevalentemente sostenuta dal volontariato e dalla gratuita disponibilità delle suore di Maria Bambina, si avverte la necessità di dare nuova energia ed una prospettiva di lungo termine per le mutate condizioni del bisogno sociale . Viene allora richiesta ed ottenuta la depubblicizzazione e il passaggio da IPAB a Fondazione , ente privato senza fini di lucro. Subito dopo viene definito il progetto di potenziamento delle attività e si progetta l’ampliamento della struttura per adeguare l’ospitalità alle nuove richieste .

1986:

I lavori vengono portati a termine e l’edificio viene arredato grazie anche al contributo delle Casse Rurali . Nell’autunno del 1986 , grazie alla determinante disponibilità dell’Istituto di Maria Bambina con il quale viene stipulata nel luglio una convenzione , può esser inaugurata l’attività di accoglienza che comprende:
  • una casa di accoglienza per una capienza massima di 4 mamme con i figli;
  • 18 piccoli appartamenti;
  • un alloggio custode;
  • numerosi locali al piano terra per incontri e attività ricreative.
La gestione della Casa di accoglienza viene affidata a due suore affiancate da volontari che prestano gratuitamente la propria opera . Gli alloggi vengono gestiti dal volontariato affiancato dalla presenza di numerosi obbiettori di coscienza.

Nel frattempo, una Cooperativa di genitori che dà vita ad una scuola elementare parificata intitolata al compianto presidente Giuseppe Veronesi , chiede di poter essere ospitata nei locali al piano terra nel frattempo resisi disponibili per il trasferimento della scuola pubblica.
L’Opera acconsente a questa ospitalità cedendo i locali in affitto .Dopo un inizio prudente, la scuola si afferma diventando punto di riferimento nel panorama educativo di Rovereto, ospitando 100 alunni e dando vita a diverse iniziative per la libertà di educazione.

1985:

Il 22 febbraio muore il presidente On. Giuseppe Veronesi e gli subentra nella carica Sergio Faccioli attuale presidente.

1983:

Sollecitati a far fronte alle carenze di accoglienza e sostegno alla maternità , evidenziatesi in occasione della approvazione della legge che ha introdotto in Italia l’aborto legale , il Consiglio di Amministrazione decide di destinare nuovamente l’edificio all’opera di accoglienza della madri . Cede parte del patrimonio , permettendo la realizzazione della attigua casa di soggiorno per anziani “Sacra Famiglia” e con i fondi ricavati dalla vendita e da un parziale contributo della Provincia Autonoma di Trento dà avvio alla completa ristrutturazione dell’edificio per ricavare strutture di accoglienza ed aiuto alla maternità.

1975:

G. Veronesi è riconfermato presidente. L’edificio viene lasciato libero dall’Ospedale Civile in condizioni di inagibilità . Si pone il problema di come far rivivere l’Opera. Non potendo disporre di risorse adeguate, dopo modestissimi interventi di manutenzione e di pulizia, l’edificio tra il 1975 ed il 1982, viene parzialmente destinato ad ospitalità dell’Ente Protezione della Giovane che vi istituisce per alcuni anni un pensionato femminile. Al piano terra viene ospitato l’asilo comunale ex O.N.M.I ora collocato nell’attiguo edificio edificato dall’Onmi su terreni di proprietà dell’Ente .

1974:

Per iniziativa dell’on. Giuseppe Veronesi , primo sindaco della città nel dopoguerra , nominato nel frattempo presidente dell’Ente , viene elaborato un nuovo statuto che ridefinisce l’autonomia di Opera Famiglia Materna.

1944:

Colpita da un bombardamento, viene chiusa in novembre. La ricostruzione è completata nella primavera del 1948 e prosegue l’ attività ospedaliera che si concluderà nel 1975 con l’inaugurazione del nuovo Ospedale Civile di Rovereto.

1943:

Per le difficoltà economiche dovute alla guerra e per il pericolo che l’edificio venga occupato dalle truppe tedesche , il presidente dell’E.C.A. e Podestà, geom. G. Sartori, fa assumere la gestione dell’Opera da parte dell’Ospedale che vi trasferisce il reparto di Ostetricia e Ginecologia. L’Opera di fatto diviene la “Maternità “ e così viene identificata dai cittadini roveretani.

1940:

Dopo molte tensioni che avevano accompagnato l’attività nel decennio precedente, l’Opera viene di fatto assorbita dalla gestione diretta O.N.M.I. ed asservita alle attività di questo ente.

1933

Con i fondi raccolti grazie alla beneficenza pubblica e privata , il vecchio edificio viene demolito ed al suo posto viene realizzata una nuova sede più ampia ; O.F.M. è eretta in Ente Morale giuridicamente identificata come I.P.A.B. ( istituzione pubblica di assistenza e beneficenza). Tra gli anni ’30 e ’40 l’iniziativa pubblica statale nel campo della assistenza pervade tutti i campi ed interviene anche nel campo della maternità ed infanzia con la creazione dell’O.N.M.I. (Opera Nazionale Maternità ed Infanzia ) sovrapponendosi così all’iniziativa in atto di Opera Famiglia Materna.

1919

La sig.na Maria Lenner di Rovereto si reca dal noto francescano Padre Emilio Chiocchetti, suo direttore spirituale, commossa dall'incontro con una "ragazza madre", chiedendogli se non sarebbe il caso di fare qualcosa per le giovani che si trovassero in tale situazione qui in Trentino. A quel tempo, emarginate dai parenti e dalla società, esse erano spesso costrette ad abbandonare i figli. Padre Emilio, eminente filosofo , docente e collaboratore di padre Gemelli nella fondazione della Università Cattolica, raccoglie con entusiasmo l'idea. Vengono coinvolti vari gruppi di persone, si forma un Comitato a Rovereto e a Trento. Si distingue in quest'opera il terz'ordine francescano.

Dice il primo "Manifesto di Propaganda":"La nuova Opera di Carità mira, come dice il suo nome, alla formazione della famiglia materna, là dove è impossibile la famiglia parentale. Essa tende a diminuire, anzi a far sparire i "figli di nessuno", i trovatelli, attaccandoli per sempre alle madri." La Famiglia Materna non sarà né penitenziario, né convento: noi sappiamo che la carità di Gesù Cristo rifugge da odiose costrizioni. Essa avrà luce, affetto, sorriso: le mamme coi loro piccoli non vi si sentiranno né straniere, né ricoverate, ma in famiglia, in un'atmosfera di bontà e di speranza"

L’avvio delle accoglienze viene fatto nella vecchia casa colonica di proprietà della famiglia Lenner che viene acquistata e riadattata dall’Ente morale grazie alle numerose donazioni raccolte. L’avvio non è privo di difficoltà ma grazie al sostegno dei fondatori e all’aiuto economico delle comunità e degli istituiti religiosi l’Opera può intraprendere il suo cammino.



  | Index | Chi siamo | Servizi | News | Links | Contatti | Volontariato | Progetti | Documenti | Site mappa
Via Saibanti, 6 38068 Rovereto (TN), Italy P. Iva : 00650530223 Mail: info@famigliamaterna.it
  © Famiglia materna Rovereto. All Rights Reserved. creat by StudioCai