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Volontariato

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LA VIOLENZA NON È UN DESTINO

Il percorso di uscita dalla violenza non è mai facile, non solo per motivi psicologici che implicano il tempo necessario per riprendersi da situazioni di shock e di trauma, ma anche perché sono molti gli ostacoli materiali e legali da affrontare.

 

violenza1

Nella fase di emergenza delle prime settimane o mesi dopo l’allontanamento, la donna si trova spesso senza denaro e senza accesso ai propri beni personali (occorrono complessi passaggi legali per rientrare nella disponibilità dei beni, provando le violenze subite), quindi senza mezzi per acquistare generi di prima necessità (alimenti, vestiti, materiale di consumo per l’igiene personale, trasporti, ecc.).

Le donne che vivono tale situazione inoltre, hanno la necessità di avviare processi di vita (come per esempio il lavoro per chi non lo ha ancora oppure affittare un nuovo alloggio per sé e per i figli), che richiedono l’impiego di risorse economiche (costo di corsi di studio, formazione, addestramento professionale, caparra per l’affitto).

Le strutture di accoglienza ed i servizi sociali territoriali cercano di provvedere a questi bisogni attraverso interventi di volontariato e campagne di sensibilizzazione, ma non ricevono copertura finanziaria da parte dell’ente pubblico.

 

OBIETTIVI

Il fondo denominato “La violenza non è un destino” nasce per aiutare le donne vittime di violenza e i loro figli, finanziando i piccoli bisogni concreti necessari ad iniziare un percorso individuale di uscita dalla violenza:

  • facendo fronte alle necessità connesse al momento dell’emergenza
  • sostenendoli nel momento dell’uscita dalle strutture, per porre le basi di una nuova vita serena e indipendente (ad es. versando la caparra per l’affitto di un alloggio, sostenendo spostamenti o spese per la formazione o l’inserimento lavorativo, acquistando beni di prima necessità per i figli, ecc.)

Il fondo, costituito presso la Cassa Rurale di Rovereto, è gestito da Famiglia Materna e da Punto d’Approdo, strutture con una lunga esperienza di accoglienza di donne e minori in situazioni di disagio.

Al Fondo potranno accedere donne di tutto il territorio trentino segnalate dalle strutture e dalle associazioni che in provincia assistono le vittime di violenza.