Il DES Alto Garda diventa Grande!
Il progetto Grilli e Formichine nasce ufficialmente nel 2014 in Alto Garda, una specie di “costola” del progetto Formichine ma aperto anche a uomini, come risposta concreta a una domanda semplice e radicale: come creare vere opportunità di inclusione lavorativa per persone in situazione di fragilità, evitando percorsi assistenziali e costruendo invece contesti reali di sperimentazione?
L’intuizione è stata quella di mettere in rete soggetti diversi – servizi sociali, terzo settore e imprese – costruendo dal basso il Distretto di Economia Solidale dell’Alto Garda. Un’alleanza che ha permesso di attivare percorsi personalizzati di tirocinio retribuito, accompagnati da tutoraggio costante, offrendo a ciascuna persona il tempo e lo spazio per misurarsi con il lavoro in modo graduale e protetto.
Nel corso degli anni il progetto è cresciuto, insieme ai bisogni del territorio. Dal post Covid in poi, le situazioni segnalate dai servizi sono diventate più complesse e l’età delle persone coinvolte sempre più bassa. Si tratta di ragazzi e ragazze che hanno assolto l’obbligo scolastico ma faticano a portare avanti un percorso formativo, persone con disabilità, con fragilità relazionali o a rischio di isolamento sociale. Da qui è nata la necessità di un’evoluzione del modello, capace di intervenire prima, in modo preventivo e strutturato.
La nuova fase del progetto, inaugurata l’11 febbraio 2026 durante una partecipatissima conferenza stampa prende il nome “La Comunità che valorizza: Grilli e Formiche e un Caffè speciale con le sorelle Sisters” e rappresenta proprio questo passaggio: aggiungere all’impianto che già c’era di inserimenti in azienda un primo spazio protetto in cui acquisire competenze di base, relazionali e professionali. È in questo contesto che nasce la collaborazione con il Caffè Rosmini di Riva del Garda, gestito dalle sorelle Bellotti.
Le sorelle Bellotti – Lara, Franca e Verusca – da anni accoglievano spontaneamente giovani in tirocinio, in dialogo con scuole e cooperative. La loro esperienza, costruita sul campo, è diventata oggi parte strutturale del progetto: una vera e propria “scuola del lavorare” nei settori del bar e della ristorazione, in cui i ragazzi possono sperimentarsi in un ambiente reale, accogliente e professionalizzante, affiancati da formatrici e tutor di Fondazione.
Questa sperimentazione rafforza anche il legame con gli istituti scolastici e i centri di formazione professionale del territorio, creando una filiera tra scuola e lavoro che riduce il rischio di dispersione e intercetta precocemente le situazioni più fragili.
Il ruolo delle imprese resta centrale. In oltre undici anni di attività, più di 140 aziende del territorio hanno aderito al Distretto di Economia Solidale e hanno ospitato almeno una persona in tirocinio. Complessivamente sono state più di 240 le persone avviate in un tirocinio e quasi il doppio quelle profilate, dando vita a una rete viva e responsabile, in cui il lavoro diventa strumento di inclusione e non solo di produzione.
Dietro questi numeri ci sono storie concrete: per alcuni il tirocinio è stato l’ingresso nel mondo del lavoro; per altri ha permesso di comprendere meglio i propri limiti e attivare un supporto più mirato da parte dei servizi. In entrambi i casi, il progetto ha rappresentato un passaggio fondamentale verso maggiore autonomia.
Grilli e Formichine dimostra che l’inclusione lavorativa non è un gesto individuale, ma un processo collettivo. Un patto tra pubblico, privato e terzo settore che trasforma il territorio in una comunità educante e capace di valorizzare i talenti, anche quelli più fragili.
In questo senso, l’esperienza delle sorelle Bellotti e delle imprese coinvolte non è solo un esempio di responsabilità sociale, ma il cuore stesso del progetto: un modo concreto di tradurre in pratica l’idea che ogni persona può trovare il proprio posto, se esistono contesti che sanno accoglierla e accompagnarla.
Leggi gli articoli della conferenza stampa:
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