Presentato ufficialmente il primo vino sociale e resistente del Trentino!
Ci sono progetti che nascono da una visione chiara, che prendono forma lentamente, con cura, a partire da una relazione custodita nel tempo, da un’intuizione condivisa.
Eclìsia è uno di questi.
Il primo vino sociale del Trentino da vigneto resistente è stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi, ma la sua storia inizia molto prima: dentro un legame di fiducia costruito negli anni con la famiglia Bisoffi–Simoncelli, nel percorso di Martino all’interno dei nostri progetti agricoli e in una telefonata spontanea e informale di qualche anno fa da cui, quasi senza immaginarlo, tra una chiacchiera e l’altra, tutto ha iniziato a prendere forma.
Da un vecchio vigneto in località Sacco è nato, passo dopo passo, qualcosa di molto più grande di una produzione agricola: uno spazio di cura, di apprendimento, di responsabilità condivisa e di nuove possibilità.
In questi anni tante persone hanno messo mani, tempo, competenze e cuore dentro questo progetto: educatori, volontari, professionisti, amici, famiglie, partner e soprattutto le persone inserite nei percorsi di Famiglia Materna, che ogni giorno nel lavoro trovano continuità, fiducia e occasioni concrete per riscoprire le proprie capacità.
La scelta delle uve resistenti PIWI racconta bene il senso di questo progetto: innovare restando fedeli alla tradizione, guardare al futuro con responsabilità, prendersi cura dell’ambiente e delle persone con lo stesso sguardo.
Per questo Eclìsia non è semplicemente un vino. È il segno visibile di ciò che può nascere quando relazioni, fragilità, competenze e territorio si allineano.
Il nome scelto parla proprio di questo: di un’eclissi, di quell’istante raro in cui elementi diversi si incontrano e generano qualcosa di nuovo, inatteso, luminoso.
È una metafora che sentiamo profondamente nostra, perché racconta ciò che ogni giorno proviamo a costruire nei nostri servizi: creare contesti in cui le persone possano tornare a sentirsi capaci, riconosciute, parte di una comunità.
Un grazie speciale va a chi ha creduto in questo progetto fin dall’inizio, alla famiglia Bisoffi–Simoncelli, al team di Vivallis che ci ha accompagnati con competenza e fiducia, ai volontari che hanno condiviso saperi preziosi e a tutte le persone di Famiglia Materna che, in modi diversi, hanno contribuito a far crescere questa idea.
Oggi vedere Eclìsia diventare bottiglia, racconto e possibilità concreta per sostenere i nostri percorsi di inclusione è motivo di grande emozione e orgoglio. Ogni bottiglia venduta continuerà infatti a generare opportunità, sostenendo i progetti di inclusione sociale e lavorativa che ogni anno accompagnano circa 100 persone, per la maggior parte donne in situazioni di vulnerabilità, in un percorso che punta all’autonomia.
Alla conferenza stampa, organizzata presso Cantina Vivallis, erano presenti circa 50 persone tra cui l’Assessora provinciale alle Politiche Agricole Giulia Zanotelli, l’Assessora alle Politiche Sociali di Rovereto Arianna Miorandi, il Presidente della Comunità della Vallagarina Alberto Scerbo e rappresentanze di Confcommercio e Unione dei Ristoratori della sezione di Rovereto.